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I buchi esistono per davvero? Sono oggetti reali oppure attrazioni topologiche? Illusioni cognitive oppure entità metafisicamente rispettabili? O forse segnano l'irruzione del Nulla nella quotidianità?
Noi tutti parliamo di buchi, li contiamo, li descriviamo e li misuriamo. Un buco potrebbe dunque sembrare un oggetto vero e proprio: come una pietra o una macchia d'olio. Eppure non appena proviamo a dare una definizione precisa di buco, ci perdiamo nel dubbio e nei paradossi: forse perché evochiamo l'idea di assenza, di vuoto, di Nulla. Un concetto che sembrava semplice, che usiamo quotidianamente senza imbarazzo, diventa elusivo, sfuggente, ambiguo. Buchi e altre superficialità è un ambizioso tentativo di prendere sul serio, analizzare e catalogare i diversi tipi di buco (cavità, concavità e foro). Casati e Varzi utilizzano strumenti di filosofia della percezione, geometria, logica e topologia, ma anche linguistica e letteratura (oltre che un notevole senso dell'umorismo). Buchi e altre superficialità si rivela così un illuminante esperimento epistemologico: ci fa capire come l'esperienza e il linguaggio quotidiani si trasformino quando diventano oggetto di un'indagine filosofica e di una formalizzazione scientifica. |