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Dickey James
Oceano bianco

Narratori moderni
Traduzione dall'inglese di Alberto Pezzotta.

256 pagine
€ 12.91
ISBN 881166186-2

La guerra del Pacifico sta per finire, quando un B-29 americano viene colpito dalla contraerea mentre è in volo su Tokyo. Il mitragliere Muldrow è costretto a buttarsi col paracadute sul territorio nemico. Ma il protagonista di Oceano bianco non è un soldato qualunque: è cresciuto tra le foreste e i ghiacci dell'Alaska e sa come cavarsela negli ambienti più ostili. Dopo aver approfittato del caso e dei bombardamenti per procurarsi i vestiti adatti, Muldrow inizia una marcia verso il Nord del Giappone: vuole raggiungere la terra delle nevi, dove sa di potere sopravvivere. La sua è un'odissea solitaria, segnata dalla morte e dalla violenza, che fa affiorare la sua parte primordiale: l'istinto di conservazione e l'impulso di uccidere rendono incerti i confini tra umano e animale.
In questa solitaria odissea verso la salvezza, Muldrow farà incontri memorabili: un anziano samurai e un monaco zen americano. Il suo è un itinerario iniziatico e crudele, segnato da una suspense che non viene mai meno. Con Oceano bianco James Dickey ha scritto un entusiasmante romanzo di guerra, una parabola che esplora in profondità il rapporto tra l'uomo e la natura, un viaggio alla scoperta di se stessi.

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James Dickey (Buckhead, Georgia, 1923-Columbia, South Carolina, 1997) abbandona gli studi nel 1943 per arruolarsi nell'aviazione del suo paese e combattere nell'Oceano Pacifico con i 418th Night Flyers. Al termine del conflitto riprende gli studi per laurearsi nel 1949 alla Vanderbilt University e inizia a insegnare. Allo scoppio della guerra di Corea viene richiamato in servizio come istruttore di volo. Successivamente riprende al insegnare alla University of Florida. Con la raccolta Into the Stone and Other Poems (1960) si afferma tra voci più nuove e originali della poesia americana: Wallace Stevens lo definisce «the telluric maker». Arrivano i riconoscimenti più prestigiosi, tra cui il National Book Award per Buckdancer's Choice (1966). Nel corso della sua vita alterna l'insegnamento nelle università del Wisconsin e del South Carolina, l'attività professionale come pubblicitario e lunghi soggiorni in Europa. Nel 1970 pubblica il suo primo romanzo, Deliverance (tr. it. Lungo il fiume, 1972), che ha ispirato il film omonimo Un tranquillo week-end di paura, a cui Dickey ha collaborato come sceneggiatore e come attore. È considerato uno dei massimi poeti americani del Novecento. La sua produzione lirica è raccolta nel volume The Whole Motion: Collected Poems, 1945-1992; in italiano è stata tradotta una sua raccolta di poesie, Elmetti (Passigli, 1993).