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Parlò, tanto per udire il suono della sua voce, e gli parve anch'esso cangiato. Disse: - Che faccio? Sapeva bene quel che gli restava da fare. Ma nello schiacciar con la lingua contro il palato le due c di faccio, non avvertì altro che l'annodatura della lingua e l'amarezza aspra della bocca; e rimase col viso disgustato e arcigno. |