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«Tutto, nelle Anime morte, è sotto il segno di questa degradante e ormai diabolica trivialità, ma il vero seppure più segreto campione ne è Cicikov, il signore di mezza tacca le cui maniere sono così anonime nella loro squisita affabilità, le parole così attente a non esprimere nessuna opinione, le sembianze così accuratamente levigate, che la sua tonda silhouette, pingue monumento vivente alla legge del comm'il faut, si spalanca ad allegoria del vuoto e del non essere: è una liscia, gradevole sfera che contiene il nulla». (dall'introduzione di Serena Vitale) |