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Simone Raffaele
Presi nella rete
La mente ai tempi del web

Saggi

232 pagine
€ 17.00
ISBN 978-898-11-60108-1

«Alcune categorie cruciali dell'esperienza interiore sono intaccate senza rimedio. Siamo interrotti senza posa dal bisogno compulsivo di consultare i media che portiamo addosso, e l'esperienza del tempo continuo e indisturbato si trasforma in una sequenza di frammenti. La concezione della privacy, per parte sua, è alterata dalla possibilità di parlare in qualunque luogo raccontando qualunque cosa, senza alcuna preoccupazione per la presenza di altri. In questi fenomeni risalta il carattere intrusivo della mediasfera: ai suoi strumenti e gadget si accede in ogni momento, anche mentre si eseguono operazioni complesse e pericolose. Insomma, la mediasfera esalta l'interruzione rispetto alla concentrazione, la frantumazione rispetto alla continuità.»

Con la posta elettronica si tende a mentire molto di più che parlando. Scrivendo sms si risvegliano i pollici intorpiditi invece di usare i più evoluti indici, ma si ottiene una prosa sciatta e approssimativa, che deve sostenersi con l'aiuto di «faccine». Informazioni che tenevamo a mente (a partire dai numeri di telefono) sono trasferite su memorie esterne, indebolendo per conseguenza la nostra. Insomma, i media che ci circondano (e che formano quella che questo libro chiama mediasfera) modificano in profondità le nostre abitudini, il nostro uso del corpo e soprattutto le operazioni della nostra mente. Inoltre, ci interpellano in modo perentorio e irresistibile, inducendoci a esser «connessi» senza interruzione, perfino maniacalmente.
Presi nella rete esamina lucidamente, e con fitti riferimenti al passato, la mente ai tempi del web, cioè i cambiamenti che la mediasfera produce nella mente, una rivoluzione inavvertita che è ancora più vasta e penetrante di quella che Platone paventava nel Fedro a proposito dell'avvento della scrittura. Il riassestarsi della gerarchia degli organi di senso, il sorgere di inedite forme di intelligenza, la metamorfosi del testo scritto e la virtuale scomparsa del concetto di «autore», gli slittamenti del modo di leggere e scrivere, la nascita di forme di vita «fasulle» che si scambiano di continuo con quelle «reali», le torsioni nel modo di raccontare storie e di rappresentarsi il passato, sono solo alcune delle dimensioni di questa rivoluzione che qui vengono analizzate e rispetto alle quali si offrono criteri per formarsi un'idea non passivamente euforica.
L'ultimo capitolo contiene la prima analisi di un perturbante fenomeno che cresce in tutto il mondo, e che è anch'esso un cambiamento inaspettato: i movimenti di piazza mediati e regolati telematicamente, dagli Indignados in poi.

Del Mostro Mite hanno scritto:

«Un saggio di lucido pessimismo.»
Edmondo Berselli

«La sinistra è una promessa mancata? Il bel libro di Simone prevede che la destra finirà per includerla. Smentirlo non sarà facile.»
Gad Lerner

«Un'analisi impietosa. Un libro devastante per la sinistra, e che può non piacere neanche a destra, con l'eccezione dei suoi leader più cinici.»
«Le Nouvel Observateur»





Oltre che linguista di reputazione internazionale, Raffaele Simone  autore di saggi di analisi della cultura e di pamphlet che hanno suscitato vasta risonanza. Ha ideato e diretto opere lessicografiche e di consultazione (tra le altre, il Grande dizionario analogico della lingua italiana 2009; l'Enciclopedia dell'italiano 2011). Tra i suoi volumi, diversi dei quali tradotti in pi lingue: Il sogno di Saussure (1992); L'universit dei tre tradimenti (1993, nuova ediz. 2000); Iconicity in Language (1995); Fondamenti di linguistica (1990; 21a ediz. 2011); La Terza Fase. Forme di sapere che stiamo perdendo (2000; 8a ediz. 2002); La mente al punto (2002). Con Garzanti ha pubblicato Il paese del pressappoco. Illazioni sull'Italia che non va (2005; 5a ediz. 2008), Il Mostro Mite. Perch l'Occidente non va a sinistra (2008; 5a ediz. 2011).  autore anche di un romanzo, apparso sempre per Garzanti, Le passioni dell'anima (2011).