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Quello che morì ingozzandosi di letame
Quello che morì gettandosi nel vulcano
Quello che morì bevendo la cicuta
Quello che: «La morte? Non ci penso mai»
Quello che ha baciato un cavallo ed è impazzito
Quelli finiti sul rogo, sgozzati, impiccati
Quello che morì di Aids
Quello che: «Come faremo a sostenere le spese per il funerale?»
Quello che morì mordendo l'orecchio di un tiranno
Quello che morì dal ridere
Quello che morì di sifilide
Quello che morì gettandosi dalla finestra
Quello che: «Sono ostinato… muoio»
Secondo alcuni, una «buona morte» dà significato alla vita intera. Un significato ancora più profondo dovrebbe dunque arrivarci dai momenti estremi - e dalle parole ultime - dei filosofi, che hanno dedicato le loro energie alla ricerca della « buona vita ».
Il libro dei filosofi morti racconta gli istanti finali della vita di quasi duecento filosofi, dall'antica Grecia e dai maestri Zen ai santi cristiani, dai razionalisti ai mistici, fino ad arrivare ai giorni nostri: una panoramica in cui non mancano storie di follia, di omicidi e suicidi, ricca di episodi bizzarri e aneddoti edificanti - da leggere magari con il filtro dell'humour noir.
Ne esce una brillante contro-storia della filosofia: in un istante irripetibile, la teoria ingaggia l'ultimo scontro con la prassi, con risultati a volte commoventi, a volte illuminanti, a volte tragici, a volte irresistibilmente comici.
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