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Monti Giangilberto
Dizionario dei comici e del cabaret
La prima enciclopedia della comicità italiana

Saggi
Albanese, Aldo Giovanni e Giacomo, Ale e Franz, Arbore, Balasso, Banfi, Baseggio, Benigni, Bergonzoni, Bisio, Boldi, Brachetti, Bramieri, Brutos, Calindri, Caruso, Chiari, Cochi e Renato, Conti, Cortellesi, Costa, Dapporto, De Filippo, De Sica, Dorelli, Fabrizi, Fazio, Fichi d'India, Finocchiaro, Fiorello, Fo, Franchi e Ingrassia, Fregoli, Gaber, Gea della Garisenda, Gialappa's, Gnocchi, Govi, Grillo, Guzzanti, Jannacci, Legnanesi, Litizzetto, Luttazzi, Macario, Magnani, Maldacea, Manfredi, Marchesi, Melato, Mignonette, Milani, Noschese, Orfei, Osiris, Ovadia, Petrolini, Poli, Proietti, Rame, Rascel, Riondino, Rossi, Scala, Skiantos, Sordi, Stoppa, Svampa, Taranto, Teocoli, Tina Pica, Toffolo, Tognazzi, Totò, Trio, Troisi, Valeri, Valori, Vianello e Mondaini, Vilaggio, Vitti e tanti altri...

626 pagine
€ 25.50
ISBN 978881174050-6

Più di 530 schede, dai precursori fino alle nuove generazioni televisive, dai grandissimi ai tormentoni, da Diego Abatantuono a Zuzzurro e Gaspare:

• la biografia e la carriera asrtistica, con mille curiosità e indiscrezioni;
• il successo di pubblico e di critica, gli spettacoli;
• i rapporti con i media, dalla radio alla televisione;
• il teatro, il cinema;
• le collaborazioni, i libri;
• gli sketch, le battute, le gag, le canzoni;
• i personaggi, le maschere;
• i premi, le critiche e i riconoscimenti;
• nell'indice oltre 7000 titoli di spettacoli, film, trasmissioni radiofoniche e televisive, dischi, libri...


"Libro da medaglia al valor civile."
Antonio D'Orrico ("Magazine-CdS")


Ad affollare le pagine di questo Dizionario dei comici e del cabaret sono oltre cinquecento maestri della risata. Ci sono le star più celebri, ma anche molti nomi dimenticati, spalle e caratteristi che hanno arricchito il repertorio. È un vero e proprio esercito di comici che hanno divertito generazioni di italiani, dalla fine dell'Ottocento a oggi. Grazie a loro, e con loro, abbiamo riso delle nostre piccole e grandi disgrazie, dei molti vizi e delle rare virtù nazionali. Dalle tavole del palcoscenico hanno sbeffeggiato il Palazzo fino a farlo tremare (attirando spesso la censura), da Petrolini a Cecchelin, da Grillo a Luttazzi e alla Guzzanti. Hanno dato corpo e voce alle nostre anime dialettali, ma anche alle nevrosi della vita metopolitana e alle angosce del postmoderno.
Dalle radici nel café-chantant e del tabarin ai fasti dell'avanspettacolo e del varietà, dai cabaret metropolitani ai trionfi sul grande e sul piccolo schermo, in questo Dizionario sfilano biografie spesso avventurose, talenti irripetibili, successi e fischi, trucchi e battute, esordi folgoranti e carriere esaltanti.
Ci sono naturalmente le grandi star, da Totò e Peppino a Chiari, Manfredi, Gassman e Tognazzi, e poi le invenzioni fanciullesche e surreali di un Rascel e gli irresistibili «barzellettieri» Dapporto e Bramieri. Ma ci sono anche i precursori, che hanno aperto filoni inediti, come Nicola Maldacea, l'inventore della macchietta, oppure Franca Valeri, Paolo Poli e i Gobbi, che danno alle nostre risate una venatura più intellettuale. Esplodono la generazione del Derby, con Cochi e Renato e Villaggio-Fantozzi, e le diverse onde dello Zelig. Ci sono i varietà radiofonici e televisivi ma anche Drive In! e la Gialappa's. C'è la comicità al femminile della Littizzetto e di «Sconsy», e la delicata napoletanità di Massimo Troisi. C'è chi ha saputo contaminare musica e risate, come la Banda Osiris oppure Elio e le Storie Tese. Ci sono gli «irregolari», cresciuti fuori da ogni scuola, come Alessandro Bergonzoni. Perché quella della comicità all'italiana è una tavolozza dai mille colori, che continua ad arricchirsi di sfumature e invenzioni.
Fino a raggiungere il successo internazionale. Basti pensare ai registi-interpreti che hanno fatto grande la commedia all'italiana (De Sica e Sordi) o agli attori che figurano in film da Oscar (Anna Magnani, i «comedians» di Mediterraneo, e soprattutto il Roberto Benigni regista e protagonista della Vita è bella). Senza naturalmente dimenticare il genio di Dario Fo, Premio Nobel per la Letteratura.




Chansonnier e autore di origini milanesi, Giangilberto Monti ha all'attivo oltre dieci album, dall'esordio con L'ordine  pubblico? (1978) al recente Ce n'est qu'un début (2007). Diplomato in mimo e teatro (ma  anche ingegnere), nei primi anni Ottanta studia interpretazione vocale con Cathy Berberian e recita con Franca Rame e Dario Fo, del quale metter in scena l'intero repertorio musicale con la jazzista Laura Fedele. Collabora con l'ambiente dello Zelig di Milano, scrivendo per Aldo Baglio, Giovanni Storti, Marco Della Noce, Cesare Gallarini e i Fichi d'India. Dopo una lunga ricerca sulla canzone d'autore italiana (Dizionario dei cantautori, Garzanti, 2003, n.e. 2005, firmato con Veronica Di Pietro) e quella francese (traduce brani di Léo Ferr, Serge Gainsbourg e Boris Vian, che escono anche su CD) scrive radiodrammi, come La Belle Époque della Banda Bonnot (2004) e mette in scena ironici recital, sempre in bilico fra musica e teatro.