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La campagna elettorale e la vittoria di Prodi, i brogli elettorali e Calciopoli, l'indulto e gli impegni traditi dal centrosinistra al governo, i «furbetti del quartierino» e Vallettopoli, il caso Telecom e il sequestro dell'imam, il cda della Rai e la crociata contro i Dico.
Per capire l'Italia di questi anni, il lavoro di Marco Travaglio è indispensabile e prezioso. Travaglio osserva il nostro paese partendo da alcuni semplici postulati, poche regole di condotta che dovrebbero essere condivise e praticate da tutti. Per esempio, non dobbiamo dire una cosa e fare l'opposto. Se cambiamo idea da un giorno all'altro, è opportuno spiegare perché. Bisogna rispettare la legge e le sentenze dei giudici: chi commette reati dev'essere condannato e scontare la pena, possibilmente non in parlamento. La libertà d'opinione dev'essere salvaguardata e l'informazione dev'essere libera, affi nché possa esistere un confronto democratico. Non dobbiamo dimenticare il nostro passato – e nemmeno il passato prossimo di chi ci governa. Non è molto, dovrebbero essere principi ugualmente condivisi dalla destra e dalla sinistra, ma in questa Italia è fi n troppo. Basta che qualcuno racconti come queste semplici regole non vengono rispettate, ed è immediatamente additato come un pericoloso sovversivo, espulso o maneggiato con enorme cautela da tutti i media. Perché è suffi ciente mettere in fi la frasi e fatti, ed escono pagine esilaranti e tragiche sulla destra e sulla sinistra, sulla guerra per bande che sta devastando e depredando il paese, da Mani Pulite a Calciopoli, dai «furbetti del quartierino» a Vallettopoli, senza dimenticare il caso Telecom e il sequestro dell'imam, il cda della Rai, l'indulto e le altre «mastellate», le promesse elettorali non mantenute dal centrosinistra e la crociata contro i Dico. Tra veri e fi nti scandali, sembra che basti poco: il coraggio di dire quel che si pensa e si vede, un archivio effi ciente, una penna affi lata esercitata ogni giorno sull'«Unità». Insomma, quello che ha fatto di Marco Travaglio un testimone eccezionale e uno scrittore irresistibile. Lo conferma nella maniera migliore Uliwood Party, ovvero la cronaca del primo anno del governo Prodi, il diario di un'Italia che brucia spensieratamente le speranze di centro, sinistra e destra. |