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Breda Marzio
La guerra del Quirinale
La difesa della democrazia ai tempi di Cossiga, Scalfaro e Ciampi

Saggi

€ 14.50
ISBN 881159780-3

Già nel 1967, a vent'anni dal varo della Costituzione, si discuteva del Quirinale come luogo d'incontro tra «il senso dello stato e la crisi dello stato». Dopo il crollo del muro di Berlino e dopo Tangentopoli, si è aperto un lungo periodo di guerra intorno a quel palazzo. Al centro dello scontro, i diversi modi di interpretare la difesa della democrazia da parte di capi dello stato che si sono sentiti costretti a farsi «più forti».

Da quasi duemila anni i potenti salgono sul colle più alto di Roma per chiedere illuminazioni, tutele e patenti d'autorità. Ma a dare responsi non sono più indovini e profeti, papi e re: da oltre sessant'anni al Quirinale danno udienza i presidenti della repubblica. Mentre il nostro paese viaggia di crisi in crisi, l'infl uenza del capo dello stato si è fatta sempre più centrale e determinante: sulla scia del carismatico Sandro Pertini, i suoi successori – il «picconatore» Francesco Cossiga, il «temporeggiatore» Oscar Luigi Scalfaro e il «defi brillatore istituzionale» Carlo Azeglio Ciampi – hanno assunto un peso spesso decisivo in un'Italia che dall'89 non riesce a trovare un equilibrio di poteri. Marzio Breda, che ha seguito da vicino gli ultimi tre settennati, ci guida nelle stanze della «città proibita» del Quirinale. Ci racconta i segreti e le funzioni della «corte» presidenziale, ma ci permette soprattutto di rileggere gli ultimi vent'anni della nostra storia da un punto di vista insolito e privilegiato, quello della più alta carica dello stato.
La vicenda Gladio e il crollo della prima repubblica, Tangentopoli e l'azione della magistratura, la «discesa in campo» di Berlusconi e il suo strapotere mediatico, la necessità di una memoria condivisa dopo mezzo secolo di «guerra fredda interna» e la spinta «leghista» alla devolution: negli episodi chiave della nostra vita politica l'inquilino del Colle ha assunto un ruolo via via maggiore, determinando nei fatti una modifi ca della Costituzione, che pareva assegnargli un ruolo di garanzia e di rappresentanza – e poco più. E infatti, suggerisce La guerra del Quirinale, tra nuove e antiche idealità, in un turbinare di colpi bassi e intrighi, nell'imperversare di ingegnerie costituzionali e di battaglie politiche, il presidente della repubblica sarà sempre più protagonista della vita politica del nostro paese.

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Marzio Breda, nato a Conegliano Veneto nel 1951, è inviato speciale del «Corriere della Sera». Si è occupato a lungo della questione meridionale, tra cronaca, costume, cultura. Ha seguito la grande crisi politica italiana dall'osservatorio del Quirinale durante le presidenze Cossiga, Scalfaro e Ciampi.