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Vitali Andrea
Un amore di zitella

Narratori Moderni

126 pagine
€ 13.00
ISBN 881167816-1

«Lo scrittore italiano più contemporaneo che c'è.»
Antonio D'Orrico, «Sette»

«Appartiene allo scrittore la grande abilità nel disgiungere e intrecciare le storie senza smarrirne il filo, nel tagliare i suoi svelti capitoli in nitidi, animati fotogrammi, nell'alleggerire la comicità con un velo di malinconia.»
Lorenzo Mondo, «La Stampa-ttL»

«Un'umanità ricca, personaggi maggiori e minori che scandiscono la lettura intrecciando diverse vicende con le loro voci distinte, all'interno delle quali sembra di ascoltare l'eco dei lunghi dialoghi, e forse in alcuni casi anche di confessioni molto laiche con il dottore.»
Pietro Cheli, «Diario»

Iole Vergara è la zitella del paese. Lavora come dattilografa presso il Comune, abita in un condominio affacciato sul lago e la sera cena con una tazza di caffellatte. È un'esistenza fatta di abitudini, grigia e monotona, se non fosse per le chiacchiere con la collega Iride sulla prostata del segretario comunale, o per i mille pettegolezzi che s'inseguono in paese, mentre in sottofondo si sentono i commenti degli uomini alle prese con la «Gazzetta dello Sport» e le note di Quando, quando, quando, il cavallo di battaglia di Tony Renis al Festival di San Remo.
Ma persino la timida e solitaria Iole ha un segreto, come scoprirà Iride nel ricevere il regalo di nozze della collega: si chiama Dante, e per qualche tempo al centro dei pettegolezzi ci sarà proprio il misterioso amico della dattilografa comunale.
Un amore di zitella, pubblicato originariamente nel 1996, ha segnato la conferma del talento narrativo di Andrea Vitali. A caratterizzare le sue opere è prima di tutto la capacità di creare e far vivere un intero mondo, quello di Bellano, dove sono ambientati tutti i suoi racconti e romanzi. Lo popolano personaggi ben caratterizzati, osservati nei loro comportamenti, tra mille aneddoti divertenti e rivelatori, con una vena di partecipe umorismo.
A scandire le loro vicende sono brevi capitoli dal ritmo narrativo gradevole e ricco di sorprese, che permettono il dipanarsi di intrighi scatenati e avvincenti, magari con una punta di giallo, o almeno un piccolo mistero. Così nel microcosmo dei romanzi di Vitali si rispecchia la provincia italiana, in apparenza addormentata e in realtà ribollente di inquietudini e sogni.

VISITA IL NUOVO SITO DEDICATO AD ANDREA VITALI: www.andreavitali.info




Di Andrea Vitali (Bellano 1956) nel catalogo Garzanti sono presenti: Una finestra vistalago (2003, premio Grinzane Cavour 2004, sezione narrativa, e premio letterario Bruno Gioffrè 2004), Un amore di zitella (2004), La signorina Tecla Manzi (2004, premio Dessì), La figlia del podestà (2005, premio Bancarella 2006), Il procuratore (2006, premio Montblanc per il romanzo giovane 1990), Olive comprese (2006, premio internazionale di letteratura Alda Merini, premio lettori 2011), Il segreto di Ortelia (2007), La modista (2008, premio Ernest Hemingway), Dopo lunga e penosa malattia (2008), Almeno il cappello (2009, premio Casanova; premio Procida Isola di Arturo Elsa Morante; premio Campiello sezione giuria dei letterati; finalista al premio Strega), Pianoforte vendesi (2009), Il meccanico Landru (2010), La leggenda del morto contento (2011), Zia Antonia sapeva di menta (2011) e Galeotto fu il collier (2012).
Nel 2008 gli è stato conferito il premio letterario Boccaccio per l'opera omnia.
Il sito di Andrea Vitali è: www.andreavitali.info

Hanno scritto di lui

«Un grande narratore che, come Piero Chiara e Mario Soldati, sa raccontare la profondità della superficie.» (Bruno Quaranta, «Tuttolibri»)

«I romanzi di Andrea Vitali sono una rarità, rappresentano campioni dell'antica arte del racconto italiano.» (Antonio D'Orrico, «Sette»)

«Vitali Andrea è il degnissimo epigono di una grande tradizione romantica.» (Giovanni Pacchiano, «Il Sole-24 Ore»)

«La forza delle storie di Andrea Vitali nasce da una innata capacità di ascolto delle vicende della gente comune che eglit trasforma in prodigiosa azione romanzesca.»(Fulvio Panzeri, «Avvenire»)

«Un talentuosissimo scrittore.» (Massimo Onofri, «Diario»)