|
Senza dimenticare quello che Giulio Cesare ha rappresentato nel corso dei secoli, Meier inserisce la sua parabola all'interno della crisi del sistema repubblicano e dei suoi risvolti politici, militari e sociali. Dalla ricostruzione del contesto storico e dal confronto con i contemporanei, amici e nemici, emergono mille sfaccettature di una figura in grado di riunire «tutto ciò che è grande»: stratega e condottiero capace di trascinare i suoi uomini nelle imprese più azzardate, politico e diplomatico, oratore e scrittore. Partendo dall'educazione e dagli anni della giovinezza, Meier traccia un ritratto di Cesare sfrontato e temerario, pronto a farsi trascinare dalla passione (e dall'amore), dotato di una inesauribile energia e di un carisma innegabile; ma anche quello di un outsider che disubbidì alla disciplina del suo ceto e che a tratti appare illuminato dai bagliori mostruosi, demoniaci di una libertà svincolata dalla morale. |