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«In questa corsa totalmente assurda verso il nulla, Martin Page costruisce un romanzo dalla logica inattaccabile. Questa satira di un mondo come il nostro, che crede di essere razionale, è opera di uno scrittore che domina sia il proprio stile sia i chiaroscuri del proprio humour. Un successo.» («Le Monde des Livres»)
«Una divertente satira della società contemporanea, un Paulo Coelho al contrario.» («Le Nouvel Observateur»)
«Antoine, l'eroe, soffre per eccesso di lucidità. Un libro pazzo ma forte.» («Elle») «Ora, a venticinque anni, sperando in una vita un po' più dolce, Antoine decise di coprire il proprio cervello con il sudario della stupidità. Troppo spesso aveva osservato che l'intelligenza è parola che designa sciocchezze ben costruite e graziosamente enunciate, ed è talmente traviata che sovente è più vantaggioso essere stupidi che intellettuali doc. L'intelligenza rende infelici, solitari, poveri, mentre mascherarla permette un'immortalità da rotocalco e l'ammirazione di quelli che credono in ciò che leggono.»
Antoine ha venticinque anni, è un giovane studente particolarmente dotato e ha capito che il suo spirito inquieto e la sua curiosità intellettuale lo condannano al male di vivere. Dopo una serie di fallimentari tentativi di conquistare la felicità, decide di guarire dalla sua malattia – l'intelligenza. Con applicazione e metodo, cercherà di rendersi la vita un po' più dolce. Diventerà stupido. Martin Page ha preso quella che tutti riteniamo una grande qualità, ovvero l'intelligenza, e l'ha trasformata in un difetto. Spingendo la scommessa fino alle estreme conseguenze, ha scritto un romanzo d'esordio folgorante, divertente e persino intelligente. |