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«È questa un'altra ragione per cui questo libro dovrebbe essere letto e meditato con attenzione in Italia. Sia le abbondanti promesse elettorali della coalizione vincente, sia l'atteggiamento di diligente allineamento alle posizioni americane da questa in più occasioni esibito, inducono a temere che veramente il film americano sarà al più presto replicato sui nostri schermi. Il quadro che ci si profila, se questo avverrà, è ben delineato da Paul Krugman.» (dalla presentazione di Salvatore Bragantini)
La riforma fiscale – con annessa riduzione delle tasse – è uno dei temi caldi dell'agenda politica, sia negli Stati Uniti, dove il piano Bush è stato rapidamente approvato, sia in Italia, dove il governo Berlusconi dichiara esplicitamente di voler ricalcare quel piano. Al di là dei facili slogan, è importante capire che una aggressiva politica fiscale ha immediate conseguenze non solo sul bilancio delle famiglie, ma anche sulle casse dello Stato (e dunque sui servizi che può offrire ai cittadini). Inoltre, come ogni azione politica di ridistribuzione della ricchezza, anche una riduzione delle tasse finisce per favorire alcune categorie di cittadini, penalizzandone altre. Con l'abituale acume e la sua travolgente verve (ma anche con vibrante passione civile), Paul Krugman esamina le conseguenze della nuova politica fiscale di Bush: l'intervento sulle aliquote fiscali, l'abolizione della tassa di successione, i probabili interventi sullo stato sociale (pensioni e assistenza medica), le conseguenze a lungo termine – anche in considerazione dell'invecchiamento della popolazione. La presentazione di Salvatore Bragantini (membro della CONSOB dal 1996 al 2001 e collaboratore del «Corriere della Sera») esamina analogie e differenze con il caso italiano. |