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"Avevo anche appreso che in mio padre c'era qualcosa che – facilmente e imprevedibilmente – si scatenava. Era capace di qualsiasi cosa, in qualsiasi momento, per qualsiasi ragione. Il giorno dopo, si comportò come se nulla fosse successo. E io cominciai a studiarlo." Le voci di mio padre è un libro fatto di persone e di storie vere, storie di famiglia dense di liti e tenerezza, ironia e dolore. Eroe di questa saga è il padre del narratore, Dusty, figlio di Matteo e Angela, fuggiti dal Molise alla fine dell'Ottocento e approdati tra i boschi del Canada. Portalettere simpatico e popolarissimo, suonatore di trombone, banjo e contrabbasso nei caffè e nelle balere, bevitore metodico, Dusty è soprattutto un narratore irresistibile, una miniera di aneddoti memorabili, a volte drammatici a volte imprevedibilmente comici. Ora che Dusty soffre in un letto d'ospedale, tocca al suo primogenito, Joe, fare in modo che quelle storie continuino a vivere: e sono memorie di liti antiche ma mai dimenticate, di silenzi e vergogne che percorrono le generazioni, dei profumi e sapori dell'infanzia, di fatiche e di feste, di sbronze e di risse, della miseria contadina e del razzismo contro gli immigrati italiani e della crisi del '29 e del proibizionismo… Nel misurarsi con la figura del padre, per certi aspetti mitica ma anche responsabile di alcuni traumi che hanno segnato la sua vita, Joe Fiorito racconta con sincerità, compassione e tenerezza la ricerca delle radici, e illumina i nostri affetti più segreti e profondi: i sentimenti che ci legano, nel bene e nel male, ai nostri famigliari. |