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Libri e oltre
19/05/2001
Anselm alla Fiera del Libro di Torino: un racconto in esclusiva
Fonte: Garzanti Libri

E' sabato sera, alle ore 21, al Caffè Letterario della Fiera del Libro, Anselm, Gabriele Ferraris, Tiziano Scarpa e Paolo Verri presenteranno il nuovo libro di Giuseppe Culicchia, A spasso con Anselm. Gli amici del simpaticissimo formchiere (siete tutti invitati!) sanno già che Anselm alla Fiera del Libro c'è già stato. Ecco come Anselm è entrato al Lingotto, in un racconto di Giuseppe Culicchia qui presentato in esclusiva.

Ieri ho provato a entrare alla Fiera del Libro con Anselm: adesso che si è fatto punkabbestia e che io faccio la bestia se permettono l'ingresso a me perché mai dovrebbero impedirlo a lui, mi sono detto. Così lui si è infilato una spilla di sicurezza nel naso, io una biro nel taschino (per darmi un tono da scrittore) e siamo partiti per il Lingotto. Arrivati sull'enorme piazzale intasato di scolaresche, ho chiesto ad Anselm di togliermi il guinzaglio dal collo:
"Così io ritiro il mio accredito, e poi ti compro il biglietto". "Come sarebbe a dire", mi ha bloccato lui, "tu ritiri il tuo accredito e poi mi compri il biglietto?"
"Be', è semplice: da alcuni anni a questa parte riesco non so come a farmi passare per scrittore. Finché dura, qui entro gratis. Tu invece hai bisogno del biglietto".
Anselm si è pettinato con una zampa la sua cresta verde marcio.
"Se sei riuscito a passarci tu, per scrittore, può riuscirci chiunque. Anch'io voglio un accredito", mi ha detto.
Conoscendolo, ho capito che tentare di farlo desistere sarebbe stato del tutto inutile. Anselm è del Toro come me. Tiene la capatosta.
"Va bene, Anselm, d'accordo. Proverò a procurarti un accredito. Però non ti prometto niente, e in ogni caso toglimi il guinzaglio e lasciami andare a vedere che cosa si può fare: perché ti assicuro che se ci presentiamo cosĪ qua non entra nessuno dei due".
Riluttante, ha sganciato il moschettone che univa la sua catena al mio collare.
"Guarda che se entri per conto tuo e mi lasci fuori non ti faccio più amico!", mi ha minacciato.
"Tranquillo, Anselm, tranquillo. Vedrai che in qualche modo ce la facciamo".
"Con l'accredito, però, come gli scrittori!"
"Sicuro, con l'accredito, come gli scrittori".
Agli accrediti mi sono messo in coda davanti al banco riservato agli scrittori. La fila degli scrittori era quella più lunga: avevo sempre saputo che in Italia sono può quelli che scrivono che quelli che leggono, ma non me ne ero mai reso conto in maniera tanto evidente. Dopo un'ora e tre quarti ad ogni modo ho raggiunto il sorriso della ragazza dietro al banco riservato agli autori.
"Salve", le ho detto. "Sono venuto a ritirare il mio accredito".
La ragazza ha continuato a sorridermi senza proferire parola.
"Salve", ho ripetuto. "Sono venuto a ritirare il mio accredito".
La ragazza è stata portata via su una lettiga da due infermieri. Sebbene un po' rigida, sorrideva ancora. Al suo posto ne è subito arrivata un'altra.
"Salve", le ho detto. "Sono venuto a ritirare il mio accredito".
"Meno male", ha sibilato lei. "Perché di wurstel qui non ne abbiamo. Ha un documento?"
"Un documento? Be', forse sì, aspetti un momento..." Ho cercato nel portafoglio e nella tasca interna della giacca. Niente. "No, purtroppo sono uscito senza neanche la patente".
"Allora mi dispiace, ma l'accredito non posso darglielo".
"Ehi", ho insistito. "Un momento. Guardi che il mio nome ce l'ha lì, sul terminale. Provi a dare un'occhiata".
"Già, il nome ci sarà anche, ma io non la conosco: chi mi dice che lei è proprio lei e non un altro?"
Ecco, ho pensato, prima o poi sapevo che l'avrei pagata in qualche modo per non aver voluto andare al Maurizio Costanzo Show. L'avessi fatto sarei stato riconosciuto, e invece...
"Senta, sia gentile... Io sono io, gliel'assicuro. Oltretutto è da due ore che quel mio amico lì fuori mi sta aspettando, e temo che presto perderò la pazienza..."
La ragazza ha guardato in direzione di Anselm. Il volto le si è illuminato.
"Ehi, ma quello è Anselm, il formichiere: non mi dica che lei lo conosce?"
"Per la verità viviamo insieme".
"Me lo presenterebbe?"
Mi sono voltato e ho fatto segno ad Anselm di avvicinarsi. Lui è arrivato di corsa.
"Anselm, la signorina vuole conoscerti", gli ho spiegato.
"E il mio accredito?", è sbottato lui.
"Desidera un accredito, signor Anselm?", si è informata la ragazza. "Non c'è problema, gliene preparo subito uno".
"Chiedile se per favore ne prepara uno anche a me", ho sussurrato al mio amico in un orecchio.
Lui mi ha guardato. Raggiante.


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