HERR PROFESSOR è il nostro prof. immaginario che ogni settimana ti spiega un classico… e i motivi per cui vale la pena leggerlo o rileggerlo ancora oggi. La rubrica settimanale di Herr Professor serve a trovare «il proprio classico preferito», come direbbe Calvino: Il «tuo» classico è quello che non può esserti indifferente e che ti serve per definire te stesso in rapporto e magari in contrasto con lui.
IDENTIKIT
nome:
Fëdor Michailovič Dostoevskij
nato il:
11 novembre 1821
a:
Mosca
morto il:
28 gennaio 1881
segni particolari:
Nel 1849, per aver aderito a un circolo di intellettuali socialisti, Dostoevskij viene
condannato a morte con gli altri membri del gruppo. Poco prima dell'esecuzione – al culmine di una crudele messinscena punitiva – viene graziato dallo zar: la condanna a morte è tramutata in
quattro anni di lavori forzati in Siberia.
BIO
Figlio di un medico, cresce in un ambiente devoto e autoritario. Diplomatosi nel 1843 alla scuola del genio militare di Pietroburgo, intraprende poi la
carriera letteraria: con il suo primo romanzo
Povera gente (1846) ottiene immediato successo. Nei decenni seguenti Dostoevskij, tra difficoltà economiche, viaggi, problemi con la giustizia, gioie e lutti familiari, compone i grandi capolavori (
Il sosia,
Umiliati e offesi,
Memorie dal sottosuolo,
Il giocatore,
L'idiota,
I demoni,
I fratelli Karmazov) che lo consegneranno all'
olimpo della letteratura.
L'OPERA
Delitto e castigo (1866): a Pietroburgo lo studente Raskolnikov cerca una via d'uscita dalla propria condizione di miseria. È dominato dall'idea della
libertà cui ha diritto l'uomo superiore: non esita quindi a uccidere una vecchia usuraia per derubarla. Benché le circostanze favorevoli allontanino da lui il corso delle indagini, Raskolnikov diventa l'implacabile
giudice di se stesso: sfida la polizia, si abbandona ai vagabondaggi e al delirio… fino a
confessare il delitto. Solo in Siberia, punito per il proprio crimine, Raskolnikov riuscirà a
liberarsi del senso di sconfitta che gli grava addosso.
DELITTO E CASTIGO È IL «TUO CLASSICO» SE:
1) progetti un omicidio e (non) vuoi farti arrestare
2) credi che la coscienza delle proprie azioni sia più importante della sanzione delle autorità
3) rifletti, rifletti, rifletti… capisci… cresci…
4) non temi il confronto con i più oscuri recessi dell'animo umano
LA QUOTE
«Mmh... già... All'uomo passa tutto per le mani, e tutto si lascia scappare per pura vigliaccheria... Questa è una verità assiomatica... Che strano! Cos'è che fa più paura alla gente? Una nuova iniziativa, una parola nuova... Ma io chiacchiero troppo. E proprio perché chiacchiero non concludo niente. Però, in fondo, si può dire anche che chiacchiero tanto perché non concludo niente.»
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