Sotto ai nostri occhi il mondo della comunicazione sta radicalmente cambiando. E stanno cambiando anche il mezzo di comunicazione di massa più antico, il libro stampato, e i suoi parenti più stretti, giornali e riviste. A spingere la trasformazione sono le integrazioni con le nuove tecnologie (il pc e internet, e presto i telefoni cellulari con il wap) e la
nascita di nuovi supporti (eBooks, e-ink, e-paper...), ma anche la ricerca di nuove forme di espressione (multimedialità, ipertestualità eccetera).
In pochi mesi i segnali si sono
moltiplicati, grazie anche all’attenzione dei media vecchi e nuovi che a furia di annunciare il cambiamento l’accelerano inevitabilmente.
All'inizio del 2000, America On-Line, un'azienda
relativamente giovane ma baciata dalla Borsa (anche se per
internet è una veterana dalle travagliate vicissitudini), si è pappata in un boccone uno degli editori più grandi e di maggior tradizione, l’impero multimediale Time-Warner più CNN (nato nel 1990 da un'altra megafusione, e con gli spiccioli si è comprata la casa discografica Emi (sulla
vicenda e sui suoi possibili sviluppi, cfr. l'articolo di Frank Rose su "Wired" 8.09.2000)
.
La gloriosa Encyclopedia
Britannica è ormai consultabile gratuitamente in rete.
Tra alti e bassi, si attende il boom del
commercio on-line, che dovrebbe conquistare nei prossimi anni una sostanziosa quota di mercato.
Il lancio di varie tecnologie rivoluzionarie nel campo dell’editoria elettronica è destinato a cambiare le abitudini di lettura: oltre alle diverse tecniche multimediali, i nuovi e-books, e-paper, e-ink…
Stephen
King (ormai un marchio, prima che uno scrittore) offre il suo nuovo romanzo on-line. In Italia, dall’esplosione degli account gratuiti per internet nell’estate del 1999 sembra passato un secolo.
Nel gennaio 2000 alla Fondazione Cini di Venezia
il seminario della Scuola
per Librai Umberto e Elisabetta Mauri a San Giorgio è stato
interamente dedicato al "Libro nell’era elettronica".
Umberto Eco ha profetizzato la nascita di un
nuovo proletariato: i proletari del Manifesto di Karl Marx
non avevano da perdere nulla se non le loro catene, i nuovi
proletari sono quelli che non hanno da perdere nemmeno il loro
computer perché non ce l’hanno e non lo sanno usare; ad essi si contrappone una nuova casta di saggi-sacerdoti elettronicamente alfabetizzati.
Intorno a tutto questo, si muovono somme di denaro enormi, che
stanno sconvolgendo le regole della finanza.
La fine del paragrafo?
Di fronte a questi rivolgimenti, ci sono due
posizioni estreme. Per i tradizionalisti il libro è il frutto di
un’evoluzione tecnologica durata secoli. È un prodotto
perfetto, comodo ed ergonomico, e dunque resisterà in eterno.
Per i profeti del nuovo il supporto cartaceo è obsoleto, sia
come supporto tecnologico sia come forma di comunicazione e
soprattutto di organizzazione del sapere: i giovani d’oggi,
allevati a tv e internet, non avranno semplicemente più l’attention
span necessario per leggere e capire 300 pagine di testo
stampato. Dal suo sito Edge,
John Brockman ha lanciato un sondaggio, chiedendo di indicare
"la più grande storia che nessuno ha mai raccontato":
c’è chi ha parlato delle nuove scoperte nel campo della
psicologia o del tramonto dello stato-nazione. Il matematico
Keith Devlin ha risposto: "La fine del paragrafo, e quando
finalmente qualcuno la scriverà non troverà più lettori".
Tra queste due posizioni opposte, si muove una
realtà estremamente articolata, fatta di tecnologia,
investimenti, sondaggi, strategie, e di grandi cambiamenti
del costume e della società. Una realtà, va aggiunto, per certi
aspetti paradossale: uno dei primi e più grandi successi del
commercio on-line, l’ormai leggendario amazon, è partito
proprio dai libri. Va subito precisato che il fondatore Jeff
Bezos (l’uomo dell’anno 1999 per "Time") non
ha scelto i libri per passione bibliofila o per debolezza
umanistica, per amore della cultura o per educare delle masse, ma
semplicemente in base a una strategia di marketing. Che proprio
il libro sia il prodotto più adatto al commercio elettronico,
dovrebbe offrire un primo elemento di riflessione.
L'e-commerce librario
Un primo fronte riguarda la vendita on-line di libri sul tradizionale supporto cartaceo,
ordinati via internet e consegnati a domicilio. In Italia è attiva una grande libreria on-line, con un catalogo di decine di
migliaia di titoli: Internetbookshop
(legato al più grande distributore italiano, Messaggerie
Libri). È una tendenza legata al più generale sviluppo
del commercio su internet, che a sua volta dipende da vari
fattori: abbassamento del costo del collegamento telefonico (assurdamente alte le
tariffe a tempo dell’Europa continentale), sicurezza delle
transazioni economiche, rapidità delle consegne, ma anche le
abitudini d’acquisto dei consumatori. Le strategie di amazon,
che su un prodotto come il libro (estremamente complicato da gestire per la quantità e la varietà dei prodotti, e per le
sofisticate esigenze degli acquirenti) è in grado di
monitorare i gusti del singolo cliente per costruire un’offerta
personalizzata che raccoglie e diffonde le opinioni (gratuite)
degli altri consumatori (attraverso le classifiche e le
recensioni), forniscono un primo esempio delle possibili strategie
di marketing individualizzato praticabili in rete e applicabili a
molti altri prodotti. Non è difficile prevedere lo sviluppo del
commercio on-line: nel momento in cui televisione e computer
tenderanno a unificarsi, le attuali televendite potranno tararsi sui gusti del singolo consumatore (con ovvie conseguenze
sul versante della privacy).
Libri on-line
Un secondo fronte riguarda invece le possibili
evoluzioni della tecnologia del libro (ma anche di giornali e
riviste)una volta abbandonato il tradizionale supporto cartaceo. Ci sono
diverse possibili alternative, e non è detto che una escluda l’altra
– e non è detto che tutte, nel loro insieme, soppiantino
definitivamente il buon vecchio libro. Da un lato è già
possibile trasferire il contenuto di un libro su un normale pc (o
su un cd-rom); esistono già numerose librerie on-line,
accessibili direttamente e gratuitamente da internet, a
cominciare dal Project
Gutenberg e dalla Très Grande Bibliothèque in Francia.
Progetti di librerie gratuite on-line sono attivi anche in Italia:
un primo orientamento sulla situazione in Italia e nel mondo è offerto dalla pagina di "Alice" dedicata alle Biblioteche virtuali,
con moltissimi link.
La consultazione on-line è molto pratica
soprattutto per i reference books (enciclopedie, dizionari,
ma anche atlanti). Come già accennato, l’Encyclopedia
Britannica è già on-line; ma sono diversi i siti che offrono la consultazione gratuita di dizionari e reference books on-line: per esempio Bartleby.com, che presenta diversi dizionari; ma la directory più completa al momento è quella inaugurata da Robert Beard, professore di russo alla Bucknell University, che nel 1995 ha iniziato a raccogliere links a dizionari e reference books on-line: ora Yourdictionary.com permette di accedere a opere sui più vari argomenti e in decine di lingue diverse.
In Italia è possibile consultare
gratuitamente, per esempio, il dizionario di italiano della Garzanti.
Altre banche dati (comprese
raccolte giornalistiche) sono consultabili tramite sottoscrizione; è il caso degli archivi del "New York Times", o di The
Grove Dictionary of Art Online (con pagamento mediante
sottoscrizione); la stessa Encharta, l’enciclopedia
multimediale della Microsoft, è consultabile on-line da chi
acquistato il cd-rom.
L'editoria on-line è inoltre particolarmente
adatta alle pubblicazioni di carattere scientifico, per vari
motivi: sottoscrittori istituzionali (università, biblioteche,
enti governativi, grandi industrie) che pagano con regolarità le
loro quote, rapidità della comunicazione e possibilità di
rapidi aggiornamenti, bassi costi di produzione.
Print on demand
Una soluzione alternativa ad alcuni dei problemi
della distribuzione – restando ancorati al supporto cartaceo
– viene dal print-on-demand: esistono macchine (eventualmente
collegate a una qualsiasi banca dati remota, magari via internet)
in grado di stampare e confezionare un libro in pochi secondi.
Per piccole tirature (dell’ordine delle centinaia di copie)
i costi sono inferiori rispetto alla stampa tradizionale, ed
esistono già editori che la praticano con successo. Il print-on-demand
risolve ovvi problemi di magazzino: per i grossi distributori, un
titolo che vende meno di alcune centinaia di copie ogni anno è
un costo, e dunque il print-on-demand permette di mantenere vivi
titoli che altrimenti finirebbero fuori catalogo. Nel settore è
già attivo in Italia Lampi
di stampa.
Gli eBooks
Gli ostacoli alla diffusione di libri
direttamente via internet (e in genere su pc) sono di due ordini.
Da un lato è certamente scomodo e frustrante leggere un romanzo
su un pc o un laptop con schermo retroilluminato: è un attrezzo
poco maneggevole, le batterie si scaricano rapidamente, la
definizione dei caratteri è bassa e dunque alla lunga di
faticosa lettura. Insomma, la carta per ora resta una soluzione
imbattibile.
Ma ci sono altre tecnologie in via di
miglioramento. Microsoft ha messo a punto un software, ClearType, che promette di migliorare radicalmente (se credete a Bill
Gates) la leggibilità dello schermo. Con il suo Microsoft Reader (with ClearType) il gigante del software ha
stretto accordi con moltissimi editori di tutto il mondo per la
diffusione dei loro testi (in Italia ha ovviamente cominciato con
Mondadori, l’editore del libro-manifesto di Gates, La
strada che porta al domani). Sono già in commercio gli e-books,
che hanno il peso e l’aspetto esteriore di un libro e
offrono ricche opzioni al lettore: possono immagazzinare diverse
centinaia di libri, danno la possibilità di prendere note e
appunti, permettono di ingrandire o rimpicciolire i caratteri,
eccetera; negli USA hanno già una certa diffusione (il prezzo di
vendita di un e-book è passato negli ultimi mesi da 600 a 260 $). Nell'autunno del 2000 è prevista la commercializzazione del nuovo eBookman della Franklin (che potrà includere un software in grado di leggere gli eBooks di Microsoft Reader); il prezzo dovrebbe essere compreso tra $ 100 e $ 200. Altre novità nel campo degli eBooks arrivano dai francesi Cytale e dai coreani Hiebook. Per saperne di più e conoscere i più recenti sviluppi, basta
vistare il sito eBookNet.com...
Sull’argomento, molto interessante è anche la sezione
multimediale del quotidiano francese "Libération".
e-paper, e-ink, e-ccetera
La prospettiva più futuribile la aprono invece
e-paper ed e-ink, ovvero la carta e l’inchiostro elettronici
al quale lavorano i laboratori del MIT, della Xerox e della 3M.
Si tratta di un supporto molto simile alla carta (leggera,
sottile e flessibile), nel quale sono inserite microcapsule che
– opportunamente orientate – fanno apparire la
superficie di diversi colori. In pratica, un foglio riscrivibile
da un computer, un supporto con la stessa funzionalità dello
schermo di un computer (o di una lavagna elettronica) ma con le
caratteristiche fisiche della carta. Per ora questi supporti non riescono a competere con la qualità della
carta, ma sono in molti a crederci: proprio al
convegno di San Giorgio il gigante delle telecomunicazioni
francesi Havas ha annunciato la decisione di
investire 5 miliardi di franchi in questo settore.
I diritti e la protezione del copyright
La diffusione di libri via internet pone però
un altro ordine di problemi, che sta particolarmente a cuore ad
autori ed editori (non solo di libri ma anche di musica, film
eccetera). La facilità (e il basso costo) della riproduzione dei
file digitali rischiano infatti di vanificare ogni politica di
difesa del diritto d’autore, e di rendere economicamente
impraticabile qualsiasi impresa editoriale. Una volta che un file
è stato scaricato sullo schermo di un pc, qualunque politica di
protezione del copyright diventa difficile (e nel momento in cui
internet sta diventando davvero globale, è facile
immaginare che si creeranno dei "paradisi del copyright"
così come esistono i paradisi fiscali). Di fronte a questo
rischio, sono possibili diverse strategie: gli e-books (che non
sono pc), con i loro particolari sistemi di criptaggio; le
sottoscrizioni e gli abbonamenti, che funzionano particolarmente
bene con clienti istituzionali (musei, università, istituti di
ricerca) e che quindi sono la forma di finanziamento adottata per
esempio da molte pubblicazioni scientifiche; l’offerta
gratuita e il finanziamento tramite varie forme di pubblicità (soluzione interessante soprattutto per chi si aspetta alti volumi
di traffico, come i quotidiani). Altre forme di difesa del
copyright rendono impossibile scaricare rapidamente grandi
quantità di dati: la duplicazione diventa così più lunga e
faticosa (meno economica ma non impossibile).
Se da un lato è a rischio il concetto stesso di
copyright, come dimostrano i casi di Napster e di Gnutella per i
file musicali in MP3, è anche vero che le possibilità di
diffondere l'informazione aumentano a dismisura: uno specialista dell'informazione finanziaria come Bloomberg.com è in grado di
mettere in circolazione la stessa notizia (attraverso i vari
canali cartacei, internet, radio, tv, eccetera) in 27 formati
diversi.
Gli ipertesti
Su un altro versante l'ipertesto (secondo alcuni l'unica nuova forma di punteggiatura emersa da diversi secoli a questa parte), con le sue
possibilità di moltiplicare i percorsi e le modalità di lettura,
apre nuovi campi di sperimentazione; sull'argomento, uno dei siti
più interessanti - aperto di recente - è quello della Electronic Literature
Organization, un gruppo no-profit con sede a Chicago, che
elenca diverse centinaia di opere che "fanno un uso
significativo delle tecniche elettroniche, come audio, video,
animazione, ipertesto, testi generati casualmente o con la
collaborazione e il coinvolgimento del lettore".
Una vera rivoluzione?
Come si vede, lo scenario è aperto a tutti gli
sviluppi. Tra squilli di trombe, gli annunci di novità epocali
si succedono settimana dopo settimana: in alcuni di questi si
nasconde probabilmente la prossima rivoluzione del libro.